Api ed Ambiente: una piccola Impronta Ecologica

  L’impronta ecologica dell’apicoltore è molto piccola anche quando pratica il nomadismo e gestisce un’attività a livello professionistico.

melariMateria ed energia necessarie per la costruzione e la vita della colonia sono ricavate direttamente dalle api prelevandole esclusivamente da fonti naturali rinnovabili che l’evoluzione ha destinato loro: il nettare e il polline dei fiori. Questa condizione rende vantaggioso e sostenibile l’allevamento delle api.

Per allevare le api non si impiegano terreni agricoli, risorse idriche o fertilizzanti, si usano colture già presenti nel territorio o aree verdi naturali. Le api favoriscono lo sviluppo della flora di questi ambienti, aumentano la produzione, la pezzatura e i valori nutrizionali di frutti e semi sia spontanei che coltivati.

voloLe api mantengono pulito e alla giusta temperatura il loro alveare senza bruciare combustibili fossili. Dentro gli alveari non usano né lampadine né condizionatori.

Le api sono vere ecologiste: non producono CO2, non sottraggono terreni preziosi per la produzione di alimenti e non alterano gli equilibri ecologici ed economici dei territori a differenza delle centrali a biogas e dei vasti impianti fotovoltaici collocati a terra.

Alle api non servono depuratori perché ricevono dai fiori solo ciò che serve producendo minuscoli scarti che disperdono nell’ambiente fertilizzandolo.

Anche l’estrazione del miele fatta dall’uomo ha un bilancio nettamente positivo se consideriamo il valore energetico ricavato da questo alimento a dispetto della poca energia elettrica consumata per la smielatura e il confezionamento.